Scritto da ArancioGrafica nel giorno di sabato, 10 novembre 2007 , alle ore 20:15

La glucano 1,4-α-maltoidrolasi (o amilasi maltogenica) è un enzima appartenente alla classe delle idrolasi che catalizza l'idrolisi dei legami (1→4)-α-D-glucosidici nei polisaccaridi, in modo da rimuovere i residui di α-maltosio dalle estremità non riducenti delle catene. Tra le varie catene che possono essere substrato dell'enzima, figurano l'amido, il pullulano e le ciclomaltodestrine. La produzione di monomeri di α-maltosio differenzia questo enzima dalla beta-amilasi, che produce monomeri di β-maltosio.

In aggiunta alla attività idrolitica questo enzima mostra un alto grado di attività di transglicosilazione. In presenza di varie molecole di zuccheri (accettori) come D-glucosio, maltosio o cellobiosio, l'amilasi maltogenica catalizza il trasferimento di mono o di disaccaridi a molecole accettrici mediante la formazione di legami glucosidici α-(1,3), α-(1,4) e α-(1,6).

L'amilasi maltogenica viene attualmente utilizzata industrialmente per la produzione di oligosaccaridi ramificati (branched oligosaccharides BOS) a partire da una sospensione di amido. Recentemente l'amilasi maltogenica è stata usata con successo nell'industria della panificazione per rallentare la retrogradazione dell'amido, che è uno dei principali processi del fenomeno di raffermamento del pane.

A Saronno, dopo il primo miracolo accertato del 1460 (ma la voce popolare ricordava quello del 1447), che vedeva come protagonista un certo Pedretto affetto di sciatica inguaribile, invalido alle spese della comunità, fu eretta sul posto una prima chiesetta come segno di gratitudine, ma essa crollò. I frati del convento di San Francesco di Saronno lo interpretarono come segno evidente dell’insoddisfazione della Madonna e vivamente sollecitarono la "Confraternita di Tutti i Santi" di erigerne una seconda, che pure crollò. Nel 1484 la comunità di Saronno alla fine affidò l’edificazione a Guiniforte Solari come la forma poligonale della superstite cappella absidale dimostrerebbe. Tuttavia nel 1498 per le numerose grazie ricevute l’afflusso dei fedeli da tutte le località circostanti era tale che risultava evidente la necessità di un nuovo ampliamento. Il nuovo progetto in stile rinascimentale del Santuario della Beata Vergine dei Miracoli di Saronno è probabilmente affidato all’Amadeo come appare dall’elaborato impianto architettonico, caratterizzato dall’uso sistematico della sezione aurea. La prima pietra fu posta l’8 maggio 1498, quando l’Amadeo era pure architetto della Fabbrica del Duomo milanese; la data figura nell’iscrizione posta sopra l’originale portale principale "bramantesco" che, ora ricollocato, collega il chiostro alla chiesa all’altezza della penultima campata della navata sinistra. Sarà bene precisare subito che Bramante non ne è l’autore materiale poiché solo a partire dal marzo 1501 Alessandro Bossi da Locate fornisce la pietra di Saltrio per la sua realizzazione.

In verità non si è ancora ritrovato il documento che rechi il nome dell'architetto che concepì il progetto iniziale del santuario con una pianta a croce latina, formata dai locali dell'abside, del presbiterio, dell'antipresbiterio, dell'aula sormontata dal tiburio e dalla cupola e dalle due cappelle laterali. Nel 1505 fu completata la prima parte nello stile tipico del rinascimento lombardo, comprendente l’abside, il presbiterio, l’antipresbiterio, le due cappelle laterali, e il tiburio. Il quadrato su cui viene impostato il disegno planimetrico è quello del vano cupolato anteriore alla cappella maggiore semiesagonale. Nella seconda metà del XV secolo, seguendo i dettami del "Trattato" del Filarete, fioriscono in Lombardia vari santuari a pianta centrale, in particolare Santa Maria presso San Celso con cui la chiesa di Saronno condivide la dedicazione; essa dopo il 1490 viene rinnovata sotto la direzione di Gian Giacomo Dolcebuono con un progetto che si richiama a Santa Maria in Bressanoro a Castelleone, e che viene ripreso a Saronno nel vano cupolato con bracci sui lati. La forma di connessione tra fabbriche è quella già collaudata in Santa Maria presso San Satiro in relazione al preesistente sacello medioevale, e in Santa Maria delle Grazie rispetto alla chiesa solariana, quest’ultima fu oggetto di uno schizzo leonardesco.

La fruizione dell'edificio era tuttavia pensata in senso inverso rispetto alle tradizionali chiese medievali a croce latina, in modo da sottolineare la centralità della volta come struttura circolare sotto la quale si raccoglieva idealmente la comunità ecclesiale.
La planimetria ed i suoi rapporti proporzionali attentamente studiati (con riferimenti espliciti alla sezione aurea) mostra, per il progetto, la paternità di un architetto di profonda cultura umanistica[1] e stilisticamente legato a modelli già diffusi in Lombardia: si è formulata l'ipotesi che possa trattarsi di Giovanni Antonio Amadeo (impegnato in quegli anni nella fabbrica del Duomo di Milano).

Ormai giunta a compimento la parte interna della chiesa partendo dalla cappella maggiore poligonale, al presbiterio fino al tiburio dodecagonale, i deputati della Fabbrica, il 10 marzo 1505 sotto il portico colonnato già edificato, stipulano un contratto col lapicida Beltramo fu Giovanni Bregno da Osteno, abitante a Saltrio per la fornitura delle pietre biancastre della locale cava, da consegnare a Somadeo presso Castelseprio, lavorate e scolpite secondo le precise disposizioni dell’Amadeo, progettista del tiburio. La partitura esterna del tiburio riassume la ricca articolazione interna della fabbrica perciò il contratto è molto lungo e dettagliato: dall’alto del "pedestallo" che sostiene la galleria di bifore, seguendo la forma dodecagonale, (la "stella del tiburio") fino al "parapeto al modo de uno pedestaleto" con il motivo dei "fuxelli", come già nel loggiato della Cappella Colleoni, le bifore con i "colonelli", capitelli e "vaxi" figurati. Il disegno delle bifore riprende il modello gotigheggiante delle finestre della Cappella Portinari; il recupero dell’antichità classica, già presente nelle raffinate soluzioni del "gugliotto dell’Amadeo" del Duomo, qui si palesa nel dettaglio decorativo delle colonne recante un repertorio di immagini all’antica tipiche dell’Amadeo’s System posto in evidenza dallo Schofield (1993). Le protomi angeliche con filari avvolgenti il fusto della colonna si ritrovano pure nella facciata della Certosa di Pavia.

All’interno della chiesa due dei quattro arconi che impostano il tiburio sono caratterizzati dall’inserto delle serliana proposta già nel 1490 per Santa Maria presso San Satiro e ripresa nel loggiato della chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore nel 1503. Un ultimo segno dell’influenza lasciata dall’Amadeo nel Santuario si può rintracciare nella bifora posta nel vano presbiterale, soprastante l’arcosolio della cappella absidale che inquadra l’"Annunciazione" sulla vetratina del 1520, forse all’origine collocata sulla facciata principale. La vetrata sembra riflettere l’arte di Pietro da Velate (operoso in Duomo come pittore e “restauratore” di vetrate tra il 1519 e il 1525) e di Nicolò da Varallo (operoso in Duomo fino al 1516). Il campanile, prototipo per le realizzazioni successive non solo nell'ambito milanese, è eretto fra il 1511 e il 1516 da Paolo della Porta da Osteno, come recitava una lapide murata all’interno, ora perduta, ma dopo i debiti raffronti stilistici, visto che non è contemplato nel contratto del 1505, lo si ritiene ultimato da Cristoforo Lombardi detto il Lombardino, autore nel 1533 anche della Sacristia che, ultimandolo, seppe infondere al campanile un'ineguagliata aura di classicità.

Il crescente afflusso dei fedeli, dopo alcuni anni, portò i deputati del Santuario ad intraprendere un progetto di ampliamento con la costruzione di un edificio a tre navate che si sviluppano su cinque campate.
I nuovi lavori iniziarono nel 1556, ma proseguirono con relativa lentezza, visto che nel 1566 erano costruite solo tre delle cinque campate previste e che la facciata aveva una sistemazione del tutto provvisoria.

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Scritto da ArancioMacchia nel giorno di giovedì, 21 dicembre 2006 , alle ore 17:22

Il Cocker Spaniel americano è una razza di cane selezionata negli Stati Uniti d'America a partire dal "cugino" Cocker Spaniel inglese. Il riconoscimento ufficiale della razza risale al 1930. E' apprezzato ed utilizzato soprattutto come cane da compagnia, sebbene i suoi antenati fossero ottimi cani da caccia.
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Questo che avete appena aperto è un blog che uso per provare i templates che creo per i blog ospitati sulla piattaforma Splinder. Non spaventatevi se vedete tutto sballato.. probabilmente sto facendo qualche prova :) Se invece state guardando un'anteprima e state pensando di scegliere questo template, sappiate che al posto di questo testo potete mettere una descrizione del vostro blog, una piccola presentazione, un benvenuto, una frase che vi rappresenta, insomma, quello che vi pare :P ..in alternativa, se proprio vi manca l'ispirazione, potete sempre togliere questa sezione!

Me

Descrivi chi sei, come sei, cosa fai, dove vai, con chi, e tutto il resto delle cose che ti sembrano interessanti.. beh, insomma, comunque potresti metterci quello che ti pare, direi..
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Questa sul codice che scaricherai non ci sarà :)

Amo

Qui metti cosa ami, le cose che ti piacciono, quelle per cui non puoi fare a meno. Ad esempio, io non posso fare a meno del mio gatto. E allo stesso tempo lo amo e mi piace. Per cui il mio gatto è una cosa che potrei inserire qui.
Odio

Qui ovviamente cosa odi, detesti, aborrisci, ti fa schifo e via discorrendo. Si capisce che sto mettendo tutti questi sinonimi per prendere un po' di spazio in modo da vedere come viene con parecchie parole il template?
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Qui infilaci la musica che ascolti.. oppure cambia il titolo e mettici ciò che vuoi. Ovviamente tutte queste sezioni, titoli compresi, sono editabili. Se quindi tu non ascolti musica o non leggi libri, puoi benissimo mettere come titolo "il mio cane fa" e infilarci sotto l'elenco delle cose che fa il tuo cane. Se non hai un cane effettivamente potrebbe essere un problema.
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Qui i libri che hai letto, che leggi o che ti piace leggere. Il mio preferito ultimamente è Orgoglio&Pregiudizio, anche se se volessi inserire tutti i libri che mi piacciono qui andremmo a finire per le lunghe!
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